
Mentre la maggior parte dei paesi d'Europa hanno una analisi e una legislazione sul "renta basica", sul reddito minimo,che sia in forme deboli o forti, l'Italia non ne parla nemmeno all'alba delle elezioni politiche:
ecco di seguito alcuni stralci del programma del Partito Democratico e della Sinistra Arcobaleno sulla riforma del welfare:
Dal programma del partito democratico:
<< Uno Stato Sociale universalistico, fatto di nuovi ammortizzatori sociali e servizi pubblici efficienti, che aiuti tutti a camminare con le loro gambe. Educazione alla cittadinanza e sostegno al servizio volontario civile e militare.
5. Un nuovo patto tra generazioni, imperniato sull'investimento in conoscenza, ricerca, innovazione tecnologica. L'educazione è il principale ascensore sociale.
6. STATO SOCIALE: PIÙ EGUAGLIANZA E PIÙ SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA, PER CRESCERE MEGLIO
3. Sperimentazione di un compenso minimo legale fissato in via tripartita (parti sociali e governo), per i collaboratori economicamente dipendenti (con l'obiettivo di raggiungere 1000/1100 euro netti mensili). Va verificato con le parti sociali se questo minimo possa essere esteso a quei lavoratori dipendenti che non godono di adeguata protezione da parte della contrattazione collettiva. In tal modo il compenso minimo si configura come rete di protezione di ultima istanza anche nei confronti dei minimi contrattuali.>>
Dal programma della sinistra arcobaleno:
<< SALARIO MINIMO LEGALE, AUMENTARE LE RETRIBUZIONI,
RICONOSCERE EFFICACIA GENERALE AI CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVORO
Negli ultimi anni la ricchezza prodotta è stata spostata sulle rendite finanziarie, a scapito dei
salari, introducendo così nel nostro paese una nuova “categoria”: la lavoratrice e il lavoratore
poveri.
(...)
I più penalizzati sono i giovani e i lavoratori con contratti precari, costretti a subire frequenti
periodi di non lavoro.
Mentre le retribuzioni medie italiane sono più basse di quelle percepite nei maggiori paesi
europei, la tassazione delle rendite finanziarie nel nostro paese è di molto inferiore a quella del
resto d’Europa.
Questo quadro si può modificare. Pensiamo, quindi, che per contrastare la frammentazione
delle regole del mercato del lavoro e combattere i bassi salari sia indispensabile oggi affrontare il tema del salario minimo e connetterlo con quello dell’efficacia generale dei contratti di lavoro.
La Sinistra l’Arcobaleno propone di dare piena attuazione all’articolo 36 della
Costituzione italiana stabilendo per legge un’adeguata retribuzione minima, che sia il
risultato della media fra quelle previste dai contratti nazionali e dalla contrattazione
aziendale o territoriale, pari per l’anno 2008 a circa euro 8 lordi all’ora.
Tale retribuzione oraria va definita in maniera tale da assicurare una retribuzione
mensile netta per un rapporto a tempo pieno di 1000 euro. Il salario minimo legale
dev’essere pienamente indicizzato con cadenza annuale rispetto al tasso di inflazione
reale e va accompagnato da sanzioni – anche di carattere penale – contro eventuali
violazioni. Il salario minimo legale è destinato ad operare come base di sostegno della contrattazione collettiva e, dunque, solo laddove non risultino applicati contratti
collettivi o nelle situazioni in cui i livelli salariali divengano insufficienti a causa dei
ritardi nel rinnovo dei contratti.>>
p.s: chi volesse giocare a "trova le differenze" o fosse curioso di capire se il programma propone altre soluzioni per combattere la precarietà esistenziale e nel lavoro degli individui in questo paese e che la parzialità sia dovuta alla faziosità dell'autore, ecco a voi i qui i link dei due programmi:
http://www.sinistrarcobaleno.it/il-programma/
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45296
un consiglio: leggeteveli!


